- 18 Aprile 2021
- by Paola Ingusci
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- Cuisine: Cucina Pugliese
- Difficulty: Easy
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Preparazione54 min + riposo
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Cottura6 min
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Persone5
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Ready In60 min + riposo
Raviolo e Fiaschetto di Torre Guaceto: il sapore autentico della Puglia
Raviolo e Fiaschetto di Torre Guaceto: Un Viaggio Sensoriale nella Riserva
C’è un momento preciso dell’anno in cui la terra di Puglia sembra trattenere il respiro, pronta a esplodere in una sinfonia di profumi e colori. È aprile, il mese della rinascita, quello in cui le mani tornano a sporcarsi di terra buona e i sogni prendono la forma di piccole piantine pronte a essere messe a dimora.
Per me, questo rito non è solo giardinaggio: è un appuntamento sacro con le mie radici. Quest’anno, accompagnata dai miei figli, ho intrapreso il nostro consueto viaggio verso Serranova di Carovigno, in provincia di Brindisi.
La nostra meta è un luogo che per noi è sinonimo di fiducia: il vivaio Univerde in contrada Baccatani.
Ma quello che doveva essere un semplice acquisto si è trasformato in un incontro profondo, uno di quelli che ti ricordano perché amo così tanto scrivere sul mio blog casaasud.it.
L’incontro inaspettato: tra salvia fritta e ricordi d’infanzia
All’ingresso del vivaio, tra le misure di sicurezza e il profumo di concime organico, ho incrociato lo sguardo di un signore distinto. Una battuta veloce sulla situazione del momento, un sorriso accennato dietro la mascherina e poi quella domanda che mi sento rivolgere spesso: “Ma lei è un’insegnante?“.
C’è un’empatia strana che lega gli sconosciuti che amano la terra.
L’ho ritrovato poco dopo davanti alle piante aromatiche. Ero in crisi: la mia salvia, non so perché, finisce sempre per appassire. Quell’uomo, con la calma di chi conosce i segreti della natura, mi ha mostrato una varietà a foglia larga perfetta per essere fritta.
In quel momento, il tempo è tornato indietro al 2008.
Mi sono vista ragazza, alle prese con le mie prime sperimentazioni culinarie caricate sui social, quando la salvia impastellata e fritta divenne un mio piccolo “caso” locale. Ricordo ancora l’emozione quando il compianto Sindaco del mio paese, Graziano Zizzi, mi chiamò personalmente per avere la ricetta.
Quel signore gentile era proprio Mario dell’Azienda Agricola Calemone, l’uomo che, insieme a pochi altri visionari, ha salvato dall’estinzione un tesoro inestimabile: il Pomodoro Fiaschetto di Torre Guaceto.
Il Pomodoro Fiaschetto: Il Rosso Oro di Torre Guaceto
Invitata da Mario a visitare la sala espositiva dell’Azienda Agricola Calemone, mi sono trovata davanti alla “punta di diamante” della nostra agricoltura.
Il Fiaschetto non è un semplice pomodoro da sugo. È un sopravvissuto.
Caratterizzato da un colore rosso intenso, un piccolo colletto verde e una buccia sottilissima che racchiude un’esplosione di semi, questo ecotipo locale ha rischiato di scomparire per sempre.
Perché?
Perché produce meno rispetto agli ibridi moderni e richiede una raccolta manuale faticosa. Ma il sapore…il sapore è irriproducibile.
Coltivato a ridosso del mare, all’interno della Riserva Naturale di Torre Guaceto, il Fiaschetto cresce in “seccagna” (ovvero con pochissima acqua dolce) e si nutre della salinità dei terreni salmastri.
Il risultato è un equilibrio perfetto tra acidità e dolcezza, una sapidità naturale che racconta il respiro dell’Adriatico.
Grazie al progetto tra l’Ente Parco e il Presidio Slow Food, oggi questo pomodoro è il simbolo di un’agricoltura eroica e biologica.
La Riserva di Torre Guaceto: Un Ecosistema Unico
Immaginate 1.200 ettari di paradiso tra Carovigno e Brindisi.
Torre Guaceto è un mosaico di zone umide, macchia mediterranea e ulivi secolari che sembrano sculture viventi.
Qui nasce anche l’olio extravergine “L’Oro del Parco”, un blend di storia e sostenibilità.
In questo contesto, il Fiaschetto non è solo un prodotto, ma un atto di resistenza culturale. La sua coltivazione segue ancora i ritmi dei Santi e delle stagioni, un sapere antico che oggi definiamo biodiversità ma che per i nostri nonni era semplicemente “vita”.
Il legame tra terra e tavola in questo angolo di Puglia è indissolubile.
Durante le mie ricerche a Carovigno, ho scoperto realtà d’eccellenza come L’Essenza di Puglia, che trasforma i frutti di questi ulivi secolari in un Olio Extravergine di Oliva di altissima qualità. La loro particolarità sono gli oli ad infusione naturale, capaci di esaltare piatti complessi come quello che sto per raccontarvi, portando in cucina l’anima vera dell’Alto Salento.
La Ricetta: Raviolo e Fiaschetto di Torre Guaceto
Questa ricetta è il mio omaggio personale a questo territorio. Ho voluto creare un piatto che visivamente e nel gusto richiamasse l’Oasi.
Ingredienti per il successo
Per il ripieno del raviolo, ho scelto un mix di eccellenze locali: ricotta fresca (2/3 vaccina e 1/3 pecora/capra) proveniente dalle masserie della zona, arricchita dal cuore pulsante del Pomodoro Fiaschetto semisecco.
Il montaggio del piatto – Raviolo e Fiaschetto di Torre Guaceto
La Base: Ho steso un velo di passata di fiaschetto, cotta pochissimo con olio EVO e scalogno, a rappresentare la terra rossa della riserva.
Il Raviolo: è adagiato su una mousse di ricotta, la sua forma richiama quella tonda e generosa del pomodoro.
La Torre: In cima al raviolo ho posto un pomodoro semisecco. La sua forma slanciata vuole ricordare la Torre di avvistamento aragonese del 1563, simbolo iconico del parco.
Il Tocco Finale: Un’emulsione di basilico e pistacchio, completata da una spolverata di semi di basilico bio, per ricreare la freschezza della macchia mediterranea e il verde profondo dell’Oasi.
Il pomodoro semisecco, lasciato asciugare lentamente al forno e conservato nell’olio “Oro del Parco”, è una delizia che rimane succosa, regalando al palato una concentrazione di Puglia indimenticabile.
La scelta di utilizzare il Fiaschetto di Torre Guaceto non è solo estetica, ma strutturale: la sua polpa soda resiste perfettamente alla cottura, sprigionando un profumo unico.
Cucinare con il Fiaschetto di Torre Guaceto significa onorare la Puglia. È lo stesso spirito che cerco di trasmettere nelle mie cooking class, quando stendiamo a mano le orecchiette al sugo: piatti che non sono solo cibo, ma racconti di famiglia.
Curiosità e Tradizioni: Il Calendario dei Santi
Sapevate che il Fiaschetto è un pomodoro “spirituale”?
Le piantine vengono trapiantate il 19 marzo, giorno di San Giuseppe.
La raccolta inizia rigorosamente a mano il 13 giugno, per Sant’Antonio, e prosegue per tutta l’estate sotto il sole pugliese.
L’uso di acqua salmastra prelevata dai pozzi superficiali conferisce quella nota sapida tipica, che si ammorbidisce solo con la piena maturazione sui graticci di canne all’ombra. È questa attenzione ai dettagli che rende questo ingrediente un’eccellenza che il mondo ci invidia.
Portare in tavola il mio Raviolo al Fiaschetto di Torre Guaceto significa onorare la Puglia. Spero che questa storia vi ispiri a cercare l’autenticità del Fiaschetto di Torre Guaceto anche nelle vostre cucine.
Ingredients
Directions
Per realizzare il piatto, oltre agli ingredienti, serve: un cutter, sac a poche, stampo ovale, un frullatore ad immersione, uno sbattitore e un'impastatrice (si può fare anche a mano), una sfogliatrice (in alternativa il mattarello).
Metti in planetaria la farina triplo zero.
Aggiungi la curcuma.
Le uova intere una alla volta. Impasta.
Poi aggiungi l'olio evo e infine il vino bianco. Finisci di impastare.
Su un piano da lavoro compatta il panetto. Avvolgilo nella pellicola trasparente e mettilo in frigo. Se lo fai la sera prima , meglio. Il giorno dopo puoi subito iniziare i lavori.
Inizia la ricetta preparando e pesando tutti gli ingredienti.
Pesa il pomodoro fiaschetto semisecco di Torre Guaceto-Calemone, le ricotte.
Metti tutto in un cutter e frulla fino ad ottenere una crema solida e liscia.
Passa la crema di pomodoro fiaschetto semisecco di Torre Guaceto-Calemone e ricotta in un sac a poche con bocchetta liscia 10 di diametro.
Intanto prepara un sugo appena scottato. Metti un un padella olio evo e uno scalogno tagliato in due che poi andrai a rimuovere. Fai scaldare.
Aggiungi la passata di pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto-Calemone.
Fai cuocere per pochi minuti a fuoco moderato, regola di sale. Fai leggermente intiepidire e mettila in un sac a poche.
Inizia a stendere la sfoglia. Io ho usato l'accessorio sfogliatrice della kenwood all'ultima misura n.9 . Metti sulla sfoglia un pò di crema.
Sovrapponi altra sfoglia e chiudi il raviolo con lo stampo apposito. Cuoci in acqua bollente salata per 6 minuti. Scola e adagia i ravioli sulla mousse.
Metti la ricotta in planetaria e montala con le fruste finchè non otterrai una mousse ariosa e sostenuta. Mettila in un sac a poche. In una piccola pentola con acqua bollente fai appassire per qualche secondo foglie di basilico, passale in acqua fredda. Con un mixer ad immersione frulla il basilico con un pò di olio evo e i pistacchi.
Ora puoi montare il piatto. Metti al centro di un piatto piano la mousse con il sac a poche bocchetta larga. Poi con l'altro sac a poche disponi nell'altra metà del piatto il sugo. Adagia i tre ravioli sulla mousse. Metti sulla mousse una metà di pomodoro semi secco di Torre Guaceto-Calemone. Con un piccolo biberon fai dei puntini con l'emulsione di basilico e pistacchi. Finisci con qualche foglia di basilico e una spolverata di semi di basilico bio.
Qui alcuni dei prodotti simbolo dell' azienda agricola. Prodotti da una terra straordinaria diventano prodotti di straordinaria bontà!
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Raviolo e Fiaschetto di Torre Guaceto
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Follow The Directions
Per realizzare il piatto, oltre agli ingredienti, serve: un cutter, sac a poche, stampo ovale, un frullatore ad immersione, uno sbattitore e un'impastatrice (si può fare anche a mano), una sfogliatrice (in alternativa il mattarello).
Metti in planetaria la farina triplo zero.
Aggiungi la curcuma.
Le uova intere una alla volta. Impasta.
Poi aggiungi l'olio evo e infine il vino bianco. Finisci di impastare.
Su un piano da lavoro compatta il panetto. Avvolgilo nella pellicola trasparente e mettilo in frigo. Se lo fai la sera prima , meglio. Il giorno dopo puoi subito iniziare i lavori.
Inizia la ricetta preparando e pesando tutti gli ingredienti.
Pesa il pomodoro fiaschetto semisecco di Torre Guaceto-Calemone, le ricotte.
Metti tutto in un cutter e frulla fino ad ottenere una crema solida e liscia.
Passa la crema di pomodoro fiaschetto semisecco di Torre Guaceto-Calemone e ricotta in un sac a poche con bocchetta liscia 10 di diametro.
Intanto prepara un sugo appena scottato. Metti un un padella olio evo e uno scalogno tagliato in due che poi andrai a rimuovere. Fai scaldare.
Aggiungi la passata di pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto-Calemone.
Fai cuocere per pochi minuti a fuoco moderato, regola di sale. Fai leggermente intiepidire e mettila in un sac a poche.
Inizia a stendere la sfoglia. Io ho usato l'accessorio sfogliatrice della kenwood all'ultima misura n.9 . Metti sulla sfoglia un pò di crema.
Sovrapponi altra sfoglia e chiudi il raviolo con lo stampo apposito. Cuoci in acqua bollente salata per 6 minuti. Scola e adagia i ravioli sulla mousse.
Metti la ricotta in planetaria e montala con le fruste finchè non otterrai una mousse ariosa e sostenuta. Mettila in un sac a poche. In una piccola pentola con acqua bollente fai appassire per qualche secondo foglie di basilico, passale in acqua fredda. Con un mixer ad immersione frulla il basilico con un pò di olio evo e i pistacchi.
Ora puoi montare il piatto. Metti al centro di un piatto piano la mousse con il sac a poche bocchetta larga. Poi con l'altro sac a poche disponi nell'altra metà del piatto il sugo. Adagia i tre ravioli sulla mousse. Metti sulla mousse una metà di pomodoro semi secco di Torre Guaceto-Calemone. Con un piccolo biberon fai dei puntini con l'emulsione di basilico e pistacchi. Finisci con qualche foglia di basilico e una spolverata di semi di basilico bio.
Qui alcuni dei prodotti simbolo dell' azienda agricola. Prodotti da una terra straordinaria diventano prodotti di straordinaria bontà!

